giovedì 16 febbraio 2017

Oggi mi masturbo in autobus così ottimizzo i tempi, di Giulia Mastrantoni

Dal 15 gennaio 2016, in Italia gli atti osceni in luogo pubblico non sono più reato: chi si masturba su un autobus, ad esempio, se la cava con una multa. Si può definire questa libertà civile? Evoluzione dei costumi? Certo è che, da qui a perdere ogni senso di civiltà, è un attimo...

Oggi sarebbe dovuta essere una mattinata tranquilla, secondo i miei piani. Avevo spento il telefono, preso un libro e deciso di rilassarmi, e così ho fatto. Quando ho riacceso lo smartphone, però, una volta effettuato l’accesso a Facebook, ho trovato un link pubblicato da un amico: si trattava di un articolo de «Il corriere» dal titolo Atti osceni sul bus. Denuncia rifiutata.

Per chi non conoscesse la vicenda: a Roma una donna è stata testimone dell’atto masturbatorio di un uomo in autobus, rivolto proprio a lei, che ha avuto la prontezza di filmare il tutto e portare il video alla più vicina stazione di polizia, dove si è sentita rispondere che compiere atti osceni in luogo pubblico era reato fino al 15 gennaio 2016, mentre ora è stato depenalizzato: vuol dire che chi si masturba in pubblico se la cava con il pagamento di un’ammenda. La cosa è fortunatamente diversa nel caso siano coinvolti minori, ma per approfondimenti vi incoraggio a cliccare sul link all’articolo originale.

Come faccio sempre quando una tematica mi interessa, sono andata a leggere i commenti che erano stati postati sotto l’articolo. Ѐ stata la parola moralismo a farmi decidere di scrivere il mio commento. Questo, e il fatto che il ragazzino che ha scritto “Ma basta con questo moralismo da due soldi!” abbia 19 anni e domani sarà un uomo nella nostra società. Ma su questo torneremo dopo.
 
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