sabato 27 ottobre 2012

PARLANDO CON NESSUNO

















Oggi…
Finalmente piove,
dopo tanto tempo, ed io, lì

imbambolata ti aspettavo,
volevo prendere per mano il cielo
e andarmene con lui
(non so dove)
dove non c’è tristezza, né pianto, né sospiro.
Dove posso vestirmi solo di abbracci
e sorrisi, per poi buttarmi
nel mare calmo, enigmatico
di questo infinito
che solo io, posso decifrare.
Piove e mi sento fortunata
la pioggia non ferisce, no…
Non penso adesso
fa troppo male,
quando t’incontrerò
ti vorrei raccontare.
-
sotto la pioggia
il petalo di un fiore
asciuga l’alba.

lunedì 22 ottobre 2012

Amore sorpreso
















Sentire il candido tepore
Desiderio di stringerti
Tra schivi e fugaci baci

E ascoltare la ferocia del tempo che passa.

Odore e sensi

Sotto una luna inventata e impudica
Sotto cui si scioglie il trucco della poesia
Resto nuda e senza maschera.

Nessun dolore mi prende

Solo speranza di fuggire alla morte
Lambire il mio mistero
Su un lenzuolo bianco che odora di vita.

venerdì 19 ottobre 2012

PARLANDO CON NESSUNO





















Oggi …
Giornata di nebbia,
ho scoperto che invidio un bambino,
teneva per mano la sua mamma

ed io mi sono chiesta,
dov'è la mia?
Sai, da bambina ricordo
solo il viso rotondo di mio padre,
il suo bacio sulla fronte
e le sue braccia,
che mi sollevavano in volo.
Poi niente, nebbia come oggi
ed io persa, penso,
- dovrebbe essere un diritto
avere una mamma -
Che mondo strano,
ed io, sola, cerco di capire
questo mio mondo,
senza una mano da prendere,
per sentirmi bambina.
Sorriderai e penserai,
- colpa della nebbia -
Quest’oggi non mi porta da te
mi basta che si sei
perché vorrei raccontarmi.
-
abbandonato
cullato dalla luna
geme un bocciolo


di Liana Margescu
 (Le pagine bianche di un diario)

sabato 13 ottobre 2012

Una di pomeriggio



La stazione precipitava nell'ora del nostro appuntamento
Tutto era lontano dal silenzio e dalla morte
Voci indistinte si affrettavano nell'aria d'Estate
E il poeta moriva nei versi.

Fu il nostro pomeriggio

Si svuotava la mia mente nell'attesa
La corrente dei sensi invadeva il torrido selciato
Mutavano le mie viscere e il mio sudore.

Urgenza nel frastuono dei treni,

Nessuno penserà a quel giorno tranne noi,
Come a un giorno in cui nulla resistette
Né poesia, né follia.

Tu mi guardavi con un milione di occhi

Io, in attesa,
Dall'altoparlante una voce senza volto
Tutti si mossero, tranne noi.
 

giovedì 11 ottobre 2012

Una favola serravallese


Il viale alberato rappresentava una salita improba per le due signore che tornavano a casa. Le borse della spesa, pesantissime, opprimevano le loro braccia non meno di quanto l’erta opprimesse i loro passi lenti. Il vento sferzava la strada e rendeva paonazzi i loro volti intrufolando polvere negli occhi . Le signore si vedevano costrette, ogni due passi, a posare le borse per riprender fiato e detergersi le lacrime, naturale reazione all’irritazione causata dalla polvere.
Il viale era, da un lato, costeggiato dalle piante secolari che limitavano l’area del parco pubblico, abeti poderosi che muggivano sotto l’azione del vento e, dall’altro, da una fila ordinata d’ippocastani altrettanto enormi. Sulla strada i loro frutti cadevano producendo tonfi sordi e rotolavano fino alle cunette dell’inizio della salita dove s’ammucchiavano occludendo le feritoie per lo scolo delle acque piovane.
Dalla via laterale che portava al nuovo edificio delle scuole medie sbucò un giovane di circa vent’anni, che avanzando gagliardo nella loro direzione con le mani in tasca, sembrava non patire il vento gelido. Indossava un maglione consunto e un paio di braghe tutt’altro che adatte alla stagione autunnale. La pelle olivastra del suo viso mostrava comunque dei tratti più chiari, quasi grigi, a testimoniare che abbigliarsi in quel modo non era stata una scelta.
S’avvicinò alle donne salutandole e poi chiese:
- Si vole, io aiuta portare borse. Prego, io aiuta portare borse, voi troppo stanche!


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mercoledì 10 ottobre 2012

Le mani tra le mani

Calde e rassicuranti
che accarezzano
legano
parlano

scuotono gli animi...
Che nutrono
lavorano
Mani dolci di bimbi
che si stringono...
Sporche di fango e melma
quando salvano...
Imbavagliate
quando private della libertà...
Mani curate o ruvide
garbate o rozze
sanno comunicare chi siamo.
...Le mie
tra le tue
e le tue....
in un girotondo
per rafforzare
unire
dare energia....
ad ognuno di noi.


© di Raffaella Amoruso

" VOLERA' IN ALTO LA PUBBLICITA' -DI RAFFAELLA AMORUSO"-

 

giovedì 4 ottobre 2012

L'ULTIMO DIRITTO

















Non fa in tempo la luna
ad accumulare ricordi,
ogni notte, pronta a donarsi,
non conosce

il calore del suo sognato amore.
Non le ha mai viste
le rose, che sbocciano nel sole
così, non potrà ricordare
né il profumo,
né il colore
né l’armonia dei petali,
né l’abbraccio di quell'infinita bellezza
né... il suo calore.
La terra, troppo lontana per lei
non le concede il diritto
di avere ricordi
neanche al prezzo del dolore.
Sospirando, la luna si chiede...
che senso abbia,
senza nemmeno i rimpianti
vivere e sognare,
tra le nuvole.

martedì 2 ottobre 2012