domenica 30 maggio 2010

Fragili...


Fragili
giornate,
appese...
come
foglie
secche,
cadono leggere...
come muti
pensieri
nel
silenzio
di parole
mai dette...

domenica 23 maggio 2010

Libro

Sei la vita che racconti,
sei il tenero profumo della primavera,
sei la favola della sera,
sei un sogno incantato dalla fantasia
e un delicato sussurro di notte in una via.
Ogni tua pagina è un’emozione
che mi guida per i sentieri dell’amore,
stringi la mia mano
e ti incammini per i prati
della verde speranza
che mi accompagna
verso una terra sconosciuta
fatta di sguardi e di parole
dense del tuo splendore.
Dentro la tua curata copertina
si nasconde la tua aria birichina
e chiudendo fra le pagine
un segnalibro
scopro
un prezioso sorriso.

Francesca Ghiribelli

giovedì 20 maggio 2010

Ti cerco

Ti cerco...sempre, dovunque
scheggia di sogno che sfuggi alla mia stretta
pensiero incessante che colma le attese.
Ti cerco
nelle pagine di un libro
nella polvere portata dal vento
nel sorriso di un bambino
nel riflesso di una stella
nell'ombra di una nuvola che scappa nell'immenso...
ti cerco e ti aspetto....sempre..pazientemente
fuori, e dentro di me...

Antonella Camerlingo

mercoledì 19 maggio 2010

Ballata delle donne

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

Edoardo Sanguineti

lunedì 17 maggio 2010

Fiore di poesia

Le più belle poesie

si scrivono sopra le pietre

coi ginocchi piagati

e le menti aguzzate dal mistero.

Le più belle poesie si scrivono

davanti a un altare vuoto,

accerchiati da agenti

della divina follia.

Così, pazzo criminale qual sei

tu detti versi all'umanità

I versi della riscossa

e le bibliche profezie

e sei fratello a Giona.

Ma nella Terra Promessa

dove germinano i pomi d'oro

e l'albero della conoscenza,

Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.

Ma tu sì, maledici

ora per ora il tuo canto

perchè sei sceso nel limbo

dove aspiri l'assenzio

di una sopravvivenza negata.


(Alda Merini)

venerdì 14 maggio 2010

Un pò

Un po' di Pane - una crosta - una briciola -
Un po' di speranza - una damigiana -
Possono tenere viva l'anima -
Non grassa, badate! ma palpitante - calda -
Consapevole - come il vecchio Napoleone,
La notte prima dell'incoronazione!
Una sorte modesta - Una fama piccina -
Una breve Campagna di amaro e dolce
È molto! È abbastanza!
Il compito di un Marinaio è la riva!
Del Soldato - I proiettili! Chi chiede di più,
Deve cercare nell'altra vita!

Emily Dickinson

mercoledì 12 maggio 2010

Goccia

Porto un vino inconsueto
A labbra da tempo inaridite
Vicine alle mie,
E le incito a bere;
Crepitanti dalla febbre, tentano,
Io distolgo i miei occhi traboccanti,
E torno dopo un'ora a controllare.

Le mani stringono ancora il tardivo bicchiere -
Le labbra che avrei voluto rinfrescare, ahimè -
Sono così esageratamente fredde -

Farei prima a tentare di scaldare
Petti dove il gelo si è insediato
Da secoli sottoterra -

Alcuni altri assetati potrebbero esserci
Ai quali costui mi avrebbe indirizzato
Gli fosse rimasta la parola -

E così porto sempre la coppa
Se, per caso, mia potesse essere la goccia
Che spegne la sete di qualche pellegrino -

Se, per caso, qualcuno mi dicesse
"All'umile, a me",
Quando alla fine mi risveglierò -

Emily Dickinson

sabato 8 maggio 2010

Mamma

Rivoli d'acqua salata
si asciugano sulle mie guance,
penetrano nelle mie ossa
lasciando ombre bianche.

Sono lacrime di un pianto lontano
di un'onda antica

Ascolto ancora una volta
il suono magico della tua voce.

Fonte

martedì 4 maggio 2010

Il Borgo delle Ramate

IL BORGO DELLE RAMATE

LE RAMATE, LAGO DELLE STREGHE

Ci sono luoghi, dove la magia inventata,
ti cattura lo sguardo e non te ne liberi più
così, io sono legata a questa terra, a queste case,
che raccontano la loro storia nei sassi,
nei prati, che dolcemente, vanno verso i boschi
e giù al torrente,
che le spoglie cime degli alberi,
aprono la visione e li scorgi l'acqua,
che scorre, non così lontana,
come appare nella richezza della primavera verde.
Così un po stregata, sono prigioniera,
di qualcosa più grande di me,
e tutto questo insieme a volte,
apre la visione sul mondo, ma,
inevitabilmente la chiude, e
come sospeso sulla collina,
guardando verso il mare, che,
le narici respirano la brezza, ma,
non lo puoi vedere,
ed aspetti il buio che scende, ed,
allora tutto viene ripagato,
un immenso tappeto di stelle, che,
non sai dove iniziare a guardarle,
così vincono le più splendenti,
catturano lo aguardo, che,
poi rotea su stesso,
come una ballata senza fine.


Ramate, 6 gennaio 2005