sabato 21 novembre 2009

TESTIMONIANZA DI UNA RAGAZZA STUPRATA PER 18 ANNI. UN VERO PUGNO SULLO STOMACO....

LETTERA APERTA AD UNA “MADRE”…..

<< È tanto che non ti scrivevo, che non prendevo carta e penna per dirti quello che a voce non riesco a dire…
Cazzo quante cose ho da dirti ora…
Perché mi hai fatto questo??
Perché hai sempre fatto finta di niente, perché gli hai permesso di farmi tutto questo??
Perché mi hai messa al mondo se poi dovevi lasciare 1 stronzo libero di distruggere la mia vita, perché sei stata ai suoi cazzo di giochi??
Perché non ti sei mai anche per un attimo scomposta quando entravi in camera mia e vedevi cosa stava succedendo??
Chi è l’uomo che hai sposato? In base a cosa ami un uomo del genere?
Chi sei tu per essere chiamata mamma??
In tutta la mia vita non sono MAI stata così incazzata, sdegnata, schifata…tu non mi hai protetta, non hai MAI fatto niente per aiutarmi, per salvarmi. Hai contribuito a rovinarmi al vita e con i tuoi silenzi e la tua indifferenza hai lasciato che facessi da puttana a mio padre e ai suoi amici come se fosse la cosa più normale del mondo…ma perché?? Io voglio sapere perché, mi devi dire perché, perché cazzo mi guardavi ancora come se la colpa fosse mia, come se fossi gelosa di quello che c’era tra me e lui…potevi prendertelo… a mo non interessava, sai cosa interessava a me?? Ti 6 mai chiesta cosa io volessi veramente?? Non era molto quello che vi avrei chiesto, certo sarebbe stato più semplice di quello che mi avete dato… a me bastava poter giocare come fanno tutte le bambine, vestirmi come tutte le bambine e fare quello che tutte le bambine fanno…non dovermi vestire con felpa e tuta “perché a 8 anni la maestra non ti può mica vedere quei lividi, poi la mamma e il papà vanno in prigione e tu vai in orfanotrofio da sola e per colpa tua anche XX rimane senza genitori” e io dovevo stare attente a 6, 7, 8, 9 anni a non far vedere niente, a non giocare con bambini più grandi che potessero capire, a non avvicinarmi troppo alle maestre, a stare zitta e buona in classe così passavo inosservata…VAFFANCULO…, vi ho protetti per 18 anni, sono stata zitta per 18 cazzutissimi anni e dopo essermi presa 1 sacco di botte e non solo, dovevo anche reggere il peso dei tuoi sguardi, le tue ripicche del cazzo, perché??
Adesso basta, sono io a non volerti più chiamare mamma, tu non sei mia mamma, 6 solo la persona che per 18 anni mi ha vestita e mi ha fatto mangiare, permettendo a suo marito di picchiarmi e di togliermi quei cazzo di vestiti che mi compravi…una madre è così, una madre ti protegge, ti vuole bene e per te fa qualsiasi cosa, una madre non sta con un uomo del genere, scappa e si porta la figlia dietro, una madre non entra in una stanza e vedendo la figlia chinata sul padre che al tiene per i capelli e ansima e suda e gode perché la costringe a fargli un pompino dice “fate piano perché devo dormire”, una madre non se ne va, piuttosto uccide il marito, piuttosto fa non so cosa ma salva la figlia…tu non sei una madre, non so cosa sei ma sono sicura che non 6 una madre.
Se io avessi visto XX che ti dava uno schiaffo ti avrei protetta, mi sari messa in mezzo, ti avrei portata via per sempre da lui, sarebbe bastato uno schiaffo…
…eppure io non sono una mamma, non so cosa voglia dire avere un figlio, non ho 50 anni e non sono nessuno per potermi ribellare a un padre, ma l’avrei fatto, chiunque l’avrebbe fatto, chiunque avrebbe lottato per difendere una persona alla quale vuole bene…tu no, perché?? Non mi vuoi bene??
Ho fatto qualcosa??
Ti ho delusa in qualche modo??
O forse volevi troppo bene a lui per fermarlo??
Ma se io non sono mai stata nessuno per voi perché sono nata?? Perché non avete abortito??
Perché non mi avete dato via?? Mi potevate abbandonare, far adottare, uccidere, sarebbe stato meglio, per tutti, eppure mi avete fatta nascere e crescere per questo??
Il mio scopo era quello di soddisfare lui e i suoi amici??>>
“Stella”

Stop. Mi fermo qua. La lettera continua per altre 6 pagine, scritte a mano, fittissime, stracolme di dolore, di quel male ricevuto e mai placato, di quei sensi di colpa che non lasciano tregua e anzi fanno sentire te colpevole per ciò che hai subito, per questo sofferto sfogo sotto forma di missiva.
Sono certo che questa lettera resterà la testimonianza di un giorno passato in cui ad un angelo sono state tagliate le ali.
ma quelle ali oggi stanno ricrescendo ed a quel passato è stato tolto, giustamente, il diritto di continuare a nuocere.
Ti vogliamo bene. Con tanta stima.
Massimiliano e gli Amici di Prometeo.


AGGIORNAMENTO - NOVEMBRE 2009:
“Anna” è stata portata da noi a Mattino 5, dove con grande coraggio, ha raccontato la sua storia.
In parte la trovate qua. http://www.youtube.com/watch?v=-V3STuBr-qc
Andate poi sul nostro blog: www.massimilianofrassi.splinder.com
E leggetevi il post datato 26 ottobre 2009.
“Anna” oggi sta bene. È innamorata. HA VINTO!

mercoledì 18 novembre 2009

Agli amici

Cari amici, qui dico amici
nel senso vasto della parola :
moglie, sorella, sodali, parenti,
compagne e compagni di scuola,
persone viste una volta sola
o praticate per tutta la vita ;
purché fra noi, per almeno un momento,
sia stato teso un segmento,
una corda ben definita.

Dico per voi, compagni d'un cammino
folto, non privo di fatica,
e per voi pure, che avete perduto
l'anima, l'animo, la voglia di vita.
O nessuno, o qualcuno, o forse uno solo, o tu
che mi leggi : ricorda il tempo,
prima che s'indurisse la cera,
quando ognuno era come un sigillo.
Di noi ciascuno reca l'impronta
dell'amico incontrato per via :
in ognuno la traccia di ognuno.
per il bene od il male
in saggezza o in follia
ognuno stampato da ognuno.

Ora che il tempo urge da presso,
che le imprese sono finite,
a voi tutti l'augurio sommesso
che l'autunno sia lungo e mite.

Primo Levi
Cari amici, qui dico amici
nel senso vasto della parola :
moglie, sorella, sodali, parenti,
compagne e compagni di scuola,
persone viste una volta sola
o praticate per tutta la vita ;
purché fra noi, per almeno un momento,
sia stato teso un segmento,
una corda ben definita.

Dico per voi, compagni d'un cammino
folto, non privo di fatica,
e per voi pure, che avete perduto
l'anima, l'animo, la voglia di vita.
O nessuno, o qualcuno, o forse uno solo, o tu
che mi leggi : ricorda il tempo,
prima che s'indurisse la cera,
quando ognuno era come un sigillo.
Di noi ciascuno reca l'impronta
dell'amico incontrato per via :
in ognuno la traccia di ognuno.
per il bene od il male
in saggezza o in follia
ognuno stampato da ognuno.

Ora che il tempo urge da presso,
che le imprese sono finite,
a voi tutti l'augurio sommesso
che l'autunno sia lungo e mite.

Primo Levi

lunedì 2 novembre 2009

Amore

Amore,
vola da me
con l'aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l'ingegno del tuo sentimento.
Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d'albero più alta
per darti frescura e riparo.
Fa' delle due braccia
due ali d'angelo
e porta anche a me un po' di pace
e il giocattolo del sogno.
Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.

Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio"

La mia poesia...

La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.
Alda Merini, da "La volpe e il sipario"